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La terribile iniziazione di Feel The Mountain

Aggiornamento: 10 apr 2020

EP.2 - "Avventure scritte a mano"


 

13 Ottobre 2015

A molti potrà sembrare una data come tutte le altre ma certamente non lo è per i membri del team The Creker e non lo dico solo perché è il giorno in cui Zay-Frog - all'epoca matricola di ingegneria elettronica - conseguì il suo attestato di Inglese ( per di più con una discussione orale sul film “Il Signore degli anelli”), ma soprattutto perché nella mattinata del medesimo giorno iniziò la prima missione ufficiale The Creker :

Feel The Mountain - il documentario

( qui il trailer per immergerti subito nel mood: https://youtu.be/brjl9SWZqgo )



Il team The Creker in viaggio verso Aosta

Dopo un rapido briefing al distaccamento torinese del Quartier Generale CK, partimmo con gli zaini in spalla alla volta della stazione Susa , dalla quale prendemmo un bus direzione Aosta. Eravamo ansiosi di percorrere quel tratto dell’Alta Via 1, scenario del titanico Tour de Geant, che rappresentava per degli inesperienti avventurieri un vero e proprio battesimo del fuoco, ma il destino aveva piani ben diversi dalla semplice escursione che ognuno di noi credeva di dover praticare nei giorni seguenti.


I primi segnali di un viaggio tutt’altro che tranquillo erano chiari sin da quando fummo scortati dal ( soprannominato nella storia ) Maurizio, il tassista che “lascia tutti gli escursionisti qui”; difatti “qui” si trovava circa ad un’ora di cammino dall’inizio del trekking che avevamo lasciato lungo la strada dietro di noi.

Chissà se Maurizio abbia superato l’imbocco del sentiero e ci abbia lasciati così distanti per la bramosia del tassametro o per qualche strano piano superiore e solo il Cielo sa a quale invettiva fosse stato accostato il nome di Maurizio da “tutti gli escursionisti".

Certo è , che il team si trovò ( purtroppo ) a dover imboccare un percorso di montagna verso un rifugio nel tardo pomeriggio.



Il team resosi conto di essere stato beffato da Maurizio

Salutato Maurizio tornammo indietro nei pressi di Ollomont e oltrepassata una recinzione , ci inoltrammo nel fitto bosco sul fianco della montagna , dove alla leggera pioggia, che intanto era iniziata a cadere, si sommava una certa umidità tipica dei boschi montani nel periodo autunnale. La via era battuta e ben segnata, l’unico avversario era l’elevata pendenza dei circa 1000 metri da risalire.


Mentre il tempo passava in fretta, lo stesso non si poteva dire per lo spazio , difatti i continui tornanti del percorso annullavano la sensazione della salita ( di certo non la fatica) e intorno all’occhio non appariva che lo stesso, immobile e silenzioso bosco.

Salivamo lentamente e l’eccessivo peso degli zaini ( carichi di attrezzature e cibo ottimale per una guerra mondiale ) si fece sentire fin dall’inizio, per di più l’umidità rendeva necessario fermarsi molto spesso per riposare e bere (qualcuno mangiava il prosciutto rimasto dal pranzo e riposto in gran segreto nella tasca interna della giacca).




Zay-Frog reclamante acqua e prosciutto durante la salita iniziale del trekking

Dopo poco più di un’ora riuscimmo a raggiungere la sommità del pendio, davanti a noi si aprì una radura ingiallita dall’autunno mentre il sole, ormai basso, era nascosto da una nebbia talmente fitta da non permettere di vedere al di là di qualche metro ; adesso il problema era riuscire a non perdere il percorso, poiché non era battuto e poco segnalato.



Procedemmo camminando parallelamente distanti qualche metro l’uno all’altro in modo da battere un’area più ampia e seguendo le indicazioni di chiunque avvistasse le segnaletiche gialle del trekking.

"Yellow Sign HERE!"

Malgrado il tempo stringesse , eravamo fiduciosi di riuscire ad arrivare al nostro bivacco per tempo, attraversammo poi una seconda macchia di pini, dopo questa una malga. Pensammo che forse poteva essere il nostro rifugio ma ci accorgemmo presto che quello era solo metà del percorso; ciò non fece altro che fiaccare ancor di più lo spirito del team.

(“La mattina discuti del tuo film preferito con un commissario madrelingua e il pomeriggio ti ritrovi sotto la pioggia, con 20kg sulle spalle, sperando di arrivare in tempo in un rifugio disperso nelle Alpi; perché l’ho fatto? " - Zay-Frog ).


Era ormai buio quando lasciammo alle nostre spalle la costruzione montana e imboccammo una strada battuta ; con il buio svanì definitivamente l’idea di trekking bucolico e rilassante, infatti a quelle che potevano considerarsi condizioni più che avverse per degli escursionisti inesperti , si sommarono neve e vento sferzante.

Adesso l’unica priorità era trovare un riparo al più presto.

I passi affondavano nel fango, camminavamo a fatica e praticamente alla cieca, guidati dalle luci delle nostre torce (assolutamente inadeguate) che poco potevano contro una nevicata d’alta quota.

Un sentimento di sconforto afferrò i nostri cuori quando dopo ore di cammino non riuscivamo ancora a scorgere il nostro bivacco .

Il DOP di sua iniziativa decise di andare in avanscoperta fuoripista (l’alloggio doveva essere lì da qualche parte! Ne eravamo certi, solo che non riuscivamo a vedere nulla intorno a noi).

Personalmente per me furono i cinque minuti più lunghi della mia vita...

Tornò poco dopo senza alcuno risultato. Allo sconforto si aggiunse la paura di dover passare la notte fuori tra vento e neve, non eravamo pronti (d’altro canto nessuno si sarebbe aspettato tutto questo).

Ripercorremmo la strada, ormai rassegnati al fatto di dover arrangiarci a pernottare nel primo riparo naturale, e fu nebbia e tempesta di neve.

Freddo, fame, sonno, stanchezza, tutto era annebbiato dalla paura: il sentimento che paradossalmente ci tenne svegli.

Zay-Frog racconta alla videocamera cosa accadde la notte precedente.

Fino a quando... Un alpeggio che avevamo tralasciato prima, riapparse in tutta la sua benedetta presenza: “T’za de Champillon”.

Girammo in lungo e in largo intorno ad esso e scorgemmo una piccola tettoia sul retro (per noi era già un hotel a cinque stelle), sotto a questa c’era una porta. Era aperta...Davanti a noi apparse una tomaia ampia qualche metro quadro.


Forse era un segno del destino beffardo che acconsentì a proseguire  raccontare del nostro viaggio (o più probabilmente una semplice dimenticanza dei proprietari).

Passarono alcuni minuti prima che concepissi la situazione a fondo :  erano tante le emozioni che affollavano il mio cuore e tanti i pensieri nella testa; io ero immobile mentre prontamente il DOP e Big ( forse guidati dallo spirito dei fratelli maggiori, forse per pura adrenalina di sopravvivenza) allestivano il fuoco sotto lo spiovente e con esso si riaccese anche l’animo del gruppo, consci che ce l’avremmo fatta.

Quel Fuoco , insieme ai fumi sprigionati dalle gavette piene di Legumi, fu il più accogliente e caldo mai provato nella mia giovane vita da avventuriero.

Non dormimmo molto quella notte a causa del freddo ma eravamo incredibilmente felici di essere insieme.


Un Nuovo Giorno Splende

La mattina seguente fu tra le più belle mai vissute, il sole era alto e caldo e ci fece dimenticare almeno in parte ciò che avevamo vissuto il giorno prima , dandoci la forza di continuare il cammino, per quanto lungo e faticoso si sarebbe rivelato, ma questa è un’altra storia...


Il team raggiunge il bivacco mancato la notte prima. (Sullo sfondo l’alpeggio che li ha ospitati)
l team raggiunge il bivacco mancato la notte prima. (Sullo sfondo l’alpeggio che li ha ospitati)

( Girando l'angolo della casa e alzando lo sguardo alla montagna dietro di noi, scorsi quello che avrebbe dovuto essere il nostro bivacco da programma , era sopra di noi a circa duecento metri in linea d’aria, invisibile nel nero più profondo la notte scorsa)

Questa fu la vera storia dell'inizio di ogni nostra avventura, questo fu il primo paradigmatico rapporto tra il Team e la Montagna, questa fu la terribile iniziazione, questa notte che vi ho appena raccontato, diede nome al titolo del primo documentario di sempre dei vostri impavidi The Creker: Feel The Mountain ( Ascolta, percepisci, vivi la montagna) clicca qui per tornare con noi in quelle atmosfere : https://youtu.be/yWjSzD0Wk-c


E ovviamente , iscriviti al nostro canale Youtube.



The FlagMan

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